8 domande che dovresti porre alla famiglia ospitante come au-pair

AuPairMatch
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Guida per gli au pair
A social worker talks to a diverse couple in a home setting.

Photo: Ron Lach / Pexels

Prima di dire sì a una famiglia ospitante, dovresti porre loro delle domande — e specifiche. Le domande giuste ti proteggono da brutte sorprese e ti mostrano rapidamente se la famiglia è onesta, organizzata e un buon match per te. Una famiglia seria risponde apertamente e apprezza il fatto che tu ti stia informando.

Un anno di Au-Pair non è un lavoro come gli altri — ti trasferisci in una casa straniera, in una città straniera, spesso in un paese straniero. Queste 8 domande ti aiutano, prima di accettare, a capire esattamente a cosa ti stai impegnando. Sentitele tranquillamente già durante il colloquio video.

Le 8 domande più importanti prima di accettare.

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1. Come appare una tipica giornata?

Descrivi una giornata tipo, dal mattino alla sera. Perché è importante: ti permette di capire subito se i compiti sono distribuiti in modo realistico o se tutta la cura dei bambini ricade su di te. Una buona risposta è dettagliata e onesta (“Alle 7:00 svegli i bambini, poi hai tempo libero fino a mezzogiorno…”). Risposte vaghe come “Si vedrà” sono un segnale di allarme.

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2. Quante ore alla settimana — e quali compiti esattamente?

Chiedi direttamente il numero di ore settimanali e un elenco concreto delle mansioni. Perché è importante: in Germania sono consentite al massimo 30 ore alla settimana e 6 ore al giorno. Una buona famiglia ti fornirà un numero preciso e ti dirà apertamente se includono anche cucinare, pulire o fare babysitting la sera. Fai attenzione che le faccende domestiche leggere siano intese solo per i bambini — non sei un servizio di pulizia per l’intera casa.

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3. Quanti anni hanno i bambini e qual è il loro carattere?

Chiedi l’età, il numero, la personalità e le esigenze particolari di ogni bambino. Perché è importante: un neonato richiede qualcosa di completamente diverso rispetto a due bambini in età scolare. Una famiglia onesta ti parlerà anche degli aspetti più difficili (“Il nostro più piccolo ha spesso crisi di rabbia”) — è un segnale positivo. Così saprai in anticipo se la cura corrisponde alla tua esperienza.

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4. Come è la mia stanza — ho privacy?

Per favore, invia foto della tua stanza personale e chiedi se è chiudibile a chiave. Perché è importante: in Germania hai diritto a una stanza propria e arredata — non a un divano, né a una camera dei bambini condivisa. Una buona famiglia ti mostrerà volentieri lo spazio e rispetterà il tuo bisogno di ritirarti e di privacy. Un esitazione su questa domanda è un chiaro segnale di avvertimento.

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5. Paghetta, contributo per il corso di lingua, giorni liberi — è tutto scritto?

Chiarisci i numeri fin dall'inizio: in Germania sono obbligatori 280 € di paghetta al mese e almeno 70 € di contributo per il corso di lingua, oltre a un minimo di 1,5 giorni liberi a settimana e 4 settimane di ferie retribuite. Perché è importante: una famiglia seria inserisce tutto questo in un contratto Au-Pair. Chi ti dà accordi verbali ma si rifiuta di metterli per iscritto rischia di creare controversie future a tuo sfavore.

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6. Come mi sposto — mezzi pubblici, auto, posizione?

Chiedi dove vive la famiglia e come ti sposterai nel tempo libero. Perché è importante: una casa in campagna senza autobus e senza auto può diventare molto isolata. Verifica se c’è un collegamento di trasporto pubblico, se puoi usare un’auto e chi paga il biglietto. Così saprai se potrai frequentare un corso di lingua, fare nuove amicizie e avere una vita indipendente.

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7. Avete già avuto degli au-pair — posso parlare con uno?

Chiedi informazioni sui precedenti Au‑pair e richiedi un contatto. Perché è importante: nessuno può descrivere la famiglia in modo più onesto di chi ci ha già vissuto. Una famiglia buona sarà felice di mettere in contatto. Una famiglia che evita il contatto o in cui tutti gli Au‑pair se ne sono andati presto merita un approfondimento.

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8. Come gestiamo i conflitti e i problemi?

Chiedi alla famiglia come gestisce i disaccordi e a chi puoi rivolgerti se qualcosa non va. Perché è importante: i problemi fanno parte di ogni convivenza — ciò che conta è il modo in cui se ne parla apertamente. Una risposta matura (“Ci riuniamo una volta alla settimana e affrontiamo tutto”) ti dimostra che sarai ascoltato/a quando le cose si faranno difficili.

Diventa attento quando una famiglia risponde in modo evasivo riguardo a ore, soldi o alla tua stanza. Frasi come “Lo facciamo con calma” o “Ne parleremo quando sarai qui” suonano amichevoli, ma spostano proprio i punti che devono essere chiariti per iscritto. Una famiglia seria ti darà risposte chiare e concrete fin da subito, prima dell’accettazione, non dopo.

Perché queste domande ti proteggono

Fare domande non è sfiducia — è professionale. Stai prendendo una delle decisioni più importanti dell'anno e hai tutto il diritto di avere chiarezza prima. Le famiglie che accolgono le tue domande sono quasi sempre quelle giuste. Chi reagisce con irritazione ti dimostra già, prima del trasferimento, come tratterà le tue richieste in futuro.

Annota le risposte e confronta più famiglie con calma. E ricorda: scegli così come vieni scelto. Un buon anno di Au-Pair inizia con risposte sincere a domande sincere.

Trova una famiglia ospitante che risponda onestamente alle tue domande